Io io io

giugno 19, 2011

Ma non venite mai schiacciate dal vostro ego gigante?

Mi cade la testa alcool

giugno 3, 2011

Io mi sa che ti smollo perché non mi piaci, ma chi mi piglio? e poi chi mi si mi piglia?

Internship

maggio 8, 2011

E’ probabile che un giorno io possa aver voglia di andare a ripescare i miei pensieri di questo momento.
Per cui lo scrivo qua, che domani muovo i miei primi passi nel mondo del lavoro. E ho un sacco paura di cadere.

Fail

aprile 22, 2011

“Ed è venuta sotto casa mia con il regalo di compleanno”
“Cosa ti ha regalato?”
“Soffocare, di Palahniuk. Non so se lo conosci, è uno dei suoi libri preferiti. Il preferito forse.”
“Certo che lo conosco. Che gusti…”

Fail

Donna con cane

aprile 16, 2011

I buoni motivi per cui non voglio che se ne vada non sono forse abbastanza buoni. Ma a me viene così, di non volerla di nuovo fuori dalla mia orbita. Anche se, è già scritto, che qualsiasi forma questo possa assumere rischia di essere problematica, molto problematica.
Le dico che questo ripiombare in un mondo in cui si è estranee la troverei una perdita, che ci si potrebbe sentire, così, senza affossare tutto sotto chili di aspettative o paranoie preventive. Che non ha molto senso dirlo a qualcuno che è scappato dalla finestra, ma ci voglio provare lo stesso. Dopo un’ora è sotto casa mia, con il suo libro preferito e una dedica che dice che quando si scappa dalla finestra occorre rientrare per la porta principale (usa “per” e non “dalla”. Oggi usa l’espressione “a latere”. Penso di non averla mai letta da qualcun altro). Non che questo renda il percorso più chiaro, per niente. Ho l’imbarazzo di chi ha superato un confine e poi non sa come tirarsene indietro. Me ne accorgo quando la bacio sulla guancia e anche lei dopo un po’ mi bacia sulla guancia e mi sembra un gesto che va oltre l’intimità che mi posso concedere. E’ buffo, no? “E comunque ci sentiamo.” Poteva scoppiare una bomba là, in quel metro quadrato che ci rinchiudeva. Mi sentivo così. Temo più per la situazione che per lei, in senso stretto. Recuperare le dimensioni.

Dicevo che ci sono buoni motivi per trattenerla. Un po’ di fili. Un gesto all’uscita di un bagno. Uno sguardo in Piazza Duomo.
Ce ne sono una marea per la lasciar perdere. Ci si potrebbe affogare. Ma per ora sentiamoci. Senza aspettative e senza paranoie (e difatti partì il post.)

Porte e finestre

aprile 15, 2011

Tutta una serie di emozioni che non so dove vadano incanalate.
Però bello.

Depressione

aprile 5, 2011

O di quando mi mettevo a piangere davanti alla ragazza inseguita per un anno

Social

aprile 5, 2011

Ciò che mi piace di Twitter è che tutti stanno così male. Così male.
E mi sento meno sola.

Compleanni e altre disgrazie

marzo 31, 2011

Spezzoni da un compleanno.

A un certo punto si alza dalla panchina e va a raccogliere dei fiori per portarmeli. Come fosse una cosa naturale. Lo fa sembrare perfettamente ovvio, quando a me sembra una cosa difficilissima. Lo penso mentre la guardo che si inginocchia e li raccoglie. Poi me li porta e uso l’elastico nero per tenerli insieme. Mi sembra di tenere insieme tante cose in un solo gesto. Che avrei pagato per averlo un momento così durante tutto quest’anno. Ma l’avrei caricato di un peso tale da rendermelo invivibile. Invece oggi. La mia testa controlla la situazione. Come se fosse nata per controllarla questa situazione. Niente di ciò che oggi Arianna ha fatto mi ha agitato farfalle nello stomaco o portato tuffi al cuore. Eppure ha fatto tutto ciò per cui ho penato per un anno. Quando mi abbraccia prima di andare via mi sento quasi triste per questo “sentire niente”, che finalmente però ho conquistato e che mi fa affrontare questa ragazza bionda per quel che è, con serenità, senza quel “ma io vorrei che fosse”.

Mi augura che io festeggi il mio compleanno in modo delizioso. Praticamente questa parola – delizioso – mi prostituisce la testa. Se non la usasse, Viola, avrebbe molto meno senso. Almeno mi legge si twitter, si direbbe. “In qualunque modo lo festeggerai, spero sarà delizioso: te lo meriti. Auguri, tanti.” Però sarebbe bello sbloccarla questa situazione. Scioglierla un po’, in questo nodo gigante che abbiamo creato. Più lei che io, per una volta.

“E tu come stai?”. Telefonata forzatissima di mia madrina. Che non mi chiamare se non sai cosa dobbiamo dirci. “Eh sì ora meglio, ma continuo a fare i controlli.” Mmm. Non ho idea di cosa stia parlando. Era una domanda generica. Pour parler.

Popper

marzo 28, 2011

Dalla risposta di arianna mi è chiarissimo perché mi interessi solo la mail di viola.
Egocentricadistocazzo.


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